Anche se è già prevista, la Scuola europea della pubblica amministrazione deve essere un incisivo strumento di crescita della cultura del servizio ai cittadini, uniformando quindi i comportamenti dei funzionari pubblici e la condivisione dei presupposti e degli spazi di libertà connessi alla nascita dell' Unione.
Ciò contribuirebbe a definire standard uniformi di comportamento nella gestione della cosa pubblica da parte dei funzionari di ogni Paese della comunità, che utilizzerebbero metodologie di approccio uniformi.
Inoltre se ogni funzionario delle pubbliche amministrazioni locali e nazionali passasse anche solo un piccolo periodo presso le sedi della scuola, si creerebbe una formidabile comunità di pratiche oltre che di valori condivisi, che darebbe un contributo enorme al faticoso processo di professionalizzazione della pubblica amministrazione.
Ma, al di là delle idee sulle piattaforme, sui valori fondanti e sulle modalità operative di azione della Scuola eropea della pubblica amministrazione, ritengo utile che l'accesso alla Scuola, con il contributo delle amministrazioni in cui operano, venga aperto anche ai politici che ricoprono cariche attive, in modo da rendere sempre più adeguato il loro ruolo alla complessità crescente della società, indipendentemente dagli indirizzi politici di ciascuno. Insomma, anche per la politica finirebbe il tempo di chi improvvisa, e i cittadini si sentirebbero sicuramente più tutelati da chi si è formato in una Scuola di prestigio.
Sab, 14/03/2009 - 10:24
SCUOLA EUROPEA DELL'AMMINISTRAZIONE E DELLA POLITICAda rosario mastrocola, italia
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