Anticipare l'invalidità totale a chi è malato di sclerosi laterale amiotrofica come succede a chi ha il cancro
da Filippo Martone, Italia

La proposta è semple ed attiene alla civiltà del paese in cui viviamo. Oggigiorno chi è malato di sclerosi laterale amiotrofica è condannato a morte, in un tempo che varia da alcuni mesi a 4-6 anni. Oltrettutto questo avviene in modo crudele: come per la più nota distrofia muscolare, colui che ne è colpito perde il proprio corpo muscolo dopo muscolo, conservando una perfetta lucidità mentale. Sino a che una malattia opportunistica non lo colpisca a morte. Far si che una persona che riceva una diagnosi di SLA, similarmente a chi riceve oggi una diagnosi di tumore maligno, possa avvalersi dell'invalidità totale e della visita per ottenerla il giorno della diagnosi, o entro 2 settimane, è un segno di civismo ed tanto più doveroso quanto più immaginiamo che nessuna cura è disponibile per queste persone.
Consideriamo che la SLA è malattia rara: una o due persone ogni 100.000 ne vengono colpite, percui il costo per il sistema non ha nulla a che vedere con qualsiasi altra situazione del genere per quanto è più basso.

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