Legge elettorale per le elezioni Europee, intesa sulla soglia al 4%. Piccoli partiti in rivolta

«Abbiamo ritenuto di allineare il nostro Paese al sistema di voto degli altri Paesi europei dove esiste uno sbarramento per chi non supera questa cifra - dice il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - Il testo non corrisponde né a quello della maggioranza né a quello proposto dagli altri partiti. L'intesa è stata raggiunta su un aspetto specifico». Soddisfatto il capogruppo della Lega, Roberto Cota: «La proposta Calderoli - commenta - già prevedeva una soglia al 4%. Certo era più complessa e questa riforma riguarda solo una parte, ma la riteniamo valida». L'Udc non ostacolerà la riforma: «Nel corso della discussione in aula saremo neutrali - dice il vicepresidente dei deputati Michele Vietti - e non metteremo i bastoni tra le ruote, ma se l'impegno di governo, gruppi e presidente della Camera a non modificare il testo dovesse venire meno, l'esame sarebbe sospeso».
La soglia non riguarda le minoranze linguistiche. «Le minoranze linguistiche non devono temere nulla: lo sbarramento al 4% non influirà sulla norma a loro tutela prevista dall'attuale legge elettorale per le elezioni europee»: lo ha chiarito la capogruppo del Pd nella commissione Affari costituzionali della Camera, Sesa Amici, a proposito del 'nò espresso dalle rappresentanze parlamentari delle minoranze linguistiche alla riforma della legge elettorale per le europee.
In rivolta i piccoli partiti. I parlamentari del Movimento per l'autonomia lanciano «un appello a tutte le forze politiche, ai partiti e ai movimenti affinché si costruisca un fronte comune contro la riforma della legge elettorale per le elezioni europee. Ci rivolgiamo - affermano i parlamentari autonomisti - a quanti ritengono che questa riforma non s'ha da fare, per il bene della democrazia del nostro Paese. Intendiamo così impedire a ogni costo che a milioni di cittadini sia precluso il diritto alla rappresentanza». Secondo il leader del Prc, Paolo Ferrero, «Berlusconi ha scelto di salvare alle Europee Veltroni e Di Pietro, in cambio di un po' di benevolenza del Pd sulle norme che gli stanno più a cuore, prima tra tutte quella sulle intercettazioni. Si tratta di una legge ad personam inaccettabile. L'introduzione di una soglia del 4% sarebbe un grave vulnus alla democrazia di tutto il Paese, soprattutto dopo tante lacrime di coccodrillo che il Pd dice di aver versato nei confronti della sinistra, uscita dal Parlamento». Claudio Fava, segretario nazionale di Sinistra democratica, sfida pubblicamente il leader del Pd: «Per una volta, almeno una volta, Veltroni abbia il coraggio di venire allo scoperto e di confrontarsi pubblicamente con me su questa oltraggiosa legge elettorale che vuole fare insieme al centrodestra. Mi inviti a YouDem, si faccia prestare Red tv, chieda ospitalità a uno dei suoi amici anchorman in televisione: dove vuole, quando vuole». La Destra, dal canto suo, si rivolge al Quirinale contro la riforma della legge elettorale europea. Un comunicato dell'ufficio stampa del movimento annuncia che «una richiesta ufficiale di colloquio con il capo dello Stato» è stata avanzata dal segretario Francesco Storace al
segretario generale della presidenza della Repubblica, «anche per rappresentare le gravissime conseguenze sulla tenuta del Paese che si rischia di correre a causa di una scellerata determinazione dei partiti presenti in Parlamento. E' bene che il presidente Napolitano sia informato direttamente di quel che sta succedendo in molte parti della Nazione».
Addio ai seggi "facili". Quello che sembra profilarsi all'orizzonte è comunque un addio ai seggi a Strasburgo con lo 0,7%, con annesso rimborso elettorale, come è capitato al leader della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli nel 2004, o addirittura con lo 0,5%, come avvenne a Luciana Sbarbati, dei Repubblicani europei, nel 1999. Con la riforma della legge europea che introduce lo sbarramento del 4%, la rappresentanza italiana al Parlamento europeo verrà semplificata, come accade per gli altri Paesi europei e un po' come è avvenuto ad aprile nel Parlamento nazionale. Nella scorsa tornata europea furono ben 15 i partiti italiani che guadagnarono almeno uno scranno nel Parlamento europeo, nove dei quali non superarono il 4%, attestandosi su risultati assai più modesti, cioè tra il 2,5% e lo 0,7%. Tutte queste forze incassarono cospicui rimborsi elettorali, che hanno come unica condizione l'aver eletto almeno un rappresentante a Strasburgo (circa 230 milioni, ripartiti proporzionalmente). Nel 2004 a superare lo sbarramento che ci si appresta ad introdurre anche in Italia furono l'Ulivo, con il 31,1%, che elesse 25 deputati, seguito da Forza Italia (21,1%) e An (11,5%), che mandarono rispettivamente 16 e 9 parlamentari in Europa; forze, queste, che quest'anno si presenteranno sotto l'unica insegna del Pdl. I consensi dell'Udc furono il 5,9% di quelli totali, il che consentì al partito di Casini di avere 5 eurodeputati. Cinque Mep (Member of european Parlament, nel linguaggio europeo) anche per Rifondazione comunista, grazie al 6,1% dei voti, e quattro alla Lega Nord, che ottenne giusto il 4%. Due eurodeputati furono eletti anche dai Verdi (2,5%), dal Pdci (2,4%), dai Radicali (2,2%), da Idv (2,1%) e dal Nuovo Psi (2%). E un solo parlamentare fu espresso dall'Udeur di Mastella (1,3%), la Lista di Alessandra Mussolini (1,1%), il Partito dei pensionati di Fatuzzo (1%) e dalla Fiamma che, con soli 234.101 voti, mando a Strasburgo il suo leader, Luca Romagnoli. Cinque anni prima andò meglio a Luciana Sbarbati, che staccò il biglietto per l'Europa con 168.620, pari allo 0,5% dei consensi nazionali. Anche in quella tornata i partiti che elessero almeno un deputato furono ben 18, di cui ben 10 sotto il 4%, e più precisamente tra lo 0,5% e il 2,5%.
Fonte: www.ilmessagero.it
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=44152&sez=HOME_INITALIA
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Anche se si dovrebbe fare una nuova legge elettorale lo sbarramento al 4% è il minimo che si poteva fare.
Se in Germania c'è lo sbarramento al 5% dal Parlamento ai Lander anche in Italia si dovrebbe seguire la stessa strada però con una legge elettorale diversa che ripristini le preferenze.
Sono pienamente d'accordo su uno sbarramento per evitare la frammentazione dei voti e per favorire una più grande efficienza della rappresentazione italiana : anche al Parlamento europeo l'Italia ha bisogno di gruppi che facciano sentire la propria specificità sia nelle proposte che nella difesa dei valori italiani : da troppo tempo ormai siamo troppo poco capaci di farci ascoltare e di contribuire alla costruzione dell'Europa con proposte autonome.
Il 4% è veramente un minimo al di sotto del quale non bisogna assolutamente scendere.
Una sola domanda tuttavia (non vedo la risposta) : come sono scelti gli iscritti sulle liste ?
PS : - ancora una volta i partitini si schierano contro coloro che stanno dalla loro stessa parte invece di rivolgersi alla parte opposta. Perché ?
- ancora una volta i partitini si rivolgono alle istituzioni quando ieri non trovavano nulla da dire. Perché ?
II triste spettacolo offerto dai partitini durante il governo del grande
PRODI fino a procurarne la caduta consiglia di aumentare la soglia di
sbarramento.
E' necessario anche che i CANDIDATI VENGANO SCELTI DALLA BASE.
Prof. Francesco Picciocchi, prete di Gesù
Lo sbarramento del 4% per accedere all'elezione al Parlamento Europeo nelle elezioni che si svolgeranno in Italia potrebbe essere una mossa intelligente per evitare il proliferare dei "nanetti", ma guardando bene la realtà culturale e di presenza politica questo sbarramento prevalentemente serve per rafforzare il duopolio PDL-PD.
Forse perchè la mia è una formazione parlamentarista ma continuo ad essere per il proporzionalismo puro con messun sbarramento, anche perchè tutti i voti espressi validamente dovrebbeso pesare in maniera uguale.
Spero che il Parlamento Italiano possa ripensarsi.-
Il proporzionalismo puro è certamente l'espressione più esatta delle diverse identità del pensiero politico ma il proporzionalismo puro è anche quello che conduce all'ingovernabilità la più assoluta, come l'Italia ne ha dato il triste spettacolo. E come, del resto, i partitini sono di nuovo disposti a fare sentendo ancora oggi le dichiarazioni di alcuni esponenti che, di nuovo, non sapevano riconoscere i loro veri avversari politici dai loro alleati potenziali (anche se esponenti di idee leggermente diverse).
E fino a quando cio' permarrà, io dico che lo sbarramento deve esistere e dovrebbe anche essere superiore.
Mi dispiace ma questi partitini hanno pienamente dimostrato la nullità degli uomini che li rappresentavano
Maurizio Cirignotta
La Problematca sbarramento al 4% è sicuramente un metodo che favorisce le formazioni politiche più forti nell'ambito dei paesi dell'UE. L'idea di eliminare tanti piccoli partiti può essere utile,ma dipende anche dai punti di vista che possono essere frutto di un'altalenante modo di imporre il nuovo sistema democratico ai cittadini. Nei millenni molti comportamenti pseudo democratici hanno infatti visto la nascita di dittature abiette e poco edificanti per i popoli. Allora!! Occorre nella piena democrazia dare anche spazio alla libertà di espressione politica delle minoranze, attraverso un sistema elettorare a trigono che permetta alla coalizione delle altre forze politiche minoritarie poste all'interno di un gruppo misto di avere un seggio al 2%. di sbarramento su base nazionale. Si avranno così oltre alle due forze politiche predominanti anche dei rappresentanti della minoranza, che da sempre rappresentano il segno della democrazia dei popoli.
Maurizio Cirignotta