Che cosa succede ora?

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Dic. 08 – Mar. 09
 
Condividi la tua visione sul futuro sociale ed economico dell’UE!
 
Dal 3 dicembre 2008 al 27 marzo 2009, c'è stata la possibilità di prendere parte a un dibattito di portata europea sulla domanda: “Che cosa può fare l’UE per plasmare il nostro futuro economico e sociale in un mondo globalizzato?” Da questo dibattito on-line sono scaturite 10 proposte che hanno contribuito alle discussioni tenute dai 100 cittadini italiani scelti in modo casuale durante la Consultazione Europea dei Cittadini del 28 e 29 marzo 2009. Questo incontro di discussione non ha avuto luogo solamente qui, ma  simultaneamente in tutti gli altri 26 Stati membri dell’UE!
 
Come partecipare
 
Nella sezione "Dibattito e presentazione di proposte" del sito i cittadini italiani potevano discutere qualsiasi problematica economica o sociale. Era possibile aderire a un dibattito in corso oppure avviare una propria discussione su un nuovo aspetto delle problematiche economiche e sociali. Le idee nate dal dibattito potevano anche essere formulate in proposte concrete.
 
Nella sezione "Voto sulle proposte" del sito, era possibile dare un voto a tutte le proposte che si desiderava e anche suggerire che idee simili fossero riunite in una sola. Le dieci proposte che hanno ricevutp il maggior numero di voti durante il dibattito on-line sono state presentate alla Consultazione nazionale del 28-29 Marzo '09. In questo modo tutti hanno potuto influire effettivamente sul dibattito!
 
Marzo
 
I cittadini si sono incontrati e hanno discusso in occasione delle Consultazioni nazionali
 
100 cittadini italiani scelti in modo causale si sono riuniti a Roma, il 28 e 29  marzo, per rispondere alla domanda “Che cosa può fare l’UE per plasmare il nostro futuro economico e sociale in un mondo globalizzato?”. Le dieci proposte più votate nel dibattito on-line iniziato il 3 dicembre 2008 sono state utilizzate dai cittadini come base per le deliberazioni. Qui troverai le dieci proposte più votate nel dibattito on-line.
 
Le Consultazioni Europee dei Cittadini hanno avuto luogo simultaneamente in 9 paesi alla volta in tre fine settimana di Marzo 2009. Ai 27 dibattiti nazionali hanno preso parte complessivamente 1.500 cittadini scelti in modo casuale. Al termine della Consultazione, ogni Paese ha presentato dieci raccomandazioni ai responsabili delle politiche nazionali. Qui è possibile leggere il documento finale della conferenza nazionale e scoprire quali raccomandazioni sono state votate!
 
Aprile
 
Dibattito sulle raccomandazioni!
 
Una sintesi delle 270 raccomandazioni scaturite dalle 27 Consultazioni Europee dei Cittadini è stato messo on-line nei siti web nazionali. Tutti potevano commentare tali proposte prima che fossero votate definitivamente dai 1.500 cittadini partecipanti alle conferenze nazionali.
 
Maggio
 
15 raccomandazioni europee per il  futuro economico e sociale  in un mondo globalizzato
 
Le raccomandazioni dei cittadini europei sul futuro dell’UE sono state selezionate – e possono essere visionate qui. Queste 15 raccomandazioni hanno trovato la loro formulazione definitiva in occasione del Vertice dei cittadini europei, che si è tenuto a Bruxelles il 10 e l’11 maggio 2009, e sono state presentate ai leader politici europei. A questo evento ha partecipato una rappresentanza da ogni Paese dei cittadini che hanno preso parte alle 27 conferenze nazionali.
 
Ora!
 
Dopo 6 mesi di intense e produttive discussioni in tutta Europa, e dopo aver presentato le 15 raccomandazioni ai leader politici europei, tutti sono ora invitati a prendere di nuovo le redini del progetto e reagire e commentare in merito a tali proposte sul blog pan-europeo che sarà lanciato il 15 di maggio.
Come tradurre le raccomandazioni in politiche concrete? Quali misure devono essere adottate per conseguire i risultati che vogliamo per l'Europa? Dite la vostra!!!
 
Giugno – Dicembre
 
Le raccomandazioni dei cittadini vengono dibattute in tutta Europa
 
Al Vertice dei cittadini europei seguirà, in autunno, una serie di eventi di prossimità nei quali, grazie alla partecipazione di responsabili politici, cittadini e organizzazioni della società civile, sarà approfondito il dibattito sugli esiti delle Consultazioni Europee dei Cittadini 2009.
 
Per continuare a partecipare al dibattito con gli altri cittadini europei, visitare il portale europeo all’indirizzo www.european-citizens-consultations.eu!

 

17 comments
Italia

L'Europa, così copm'é ora, può fare ben poco: Siamo in troppi e disomogenei. Bisognava procedere per tempo ad una maggiore armonizzazione degli sSati e dei sistemi giuridici ed economici (ed anche sociali) e poi procedere alle adesioni dei nuoivi associati.

Italia

E' solo l'aspetto negativo che anch'io riconosco nell'osservazione fatta. E quello positivo dove lo mettiamo? Qualunque innovazione comporta dei sacrifici da parte di tutti per l'adeguamento dei singoli stati ad una condotta comune, la quale però ha l'opportunità di fare tesoro dei migliori risultati conseguiti nei diversi stati nei molteplici settori operativi della società.

Francia

Purtroppo, in questo momento le cattive impressioni si susseguono : la crisi economica fa che gli egoismi nazionali emergono (vedi il conflitto attuale in Inghilterra contro il lavoro "rubato"-dicono loro- dagli Italiani)
Il fatto è che i cittadini europei , spinti dalle preoccupazioni economiche, la paura dei licenziamenti che si prevedono saranno massivi nei prossimi mesi, vogliono -giustamente- salvare il proprio posto di lavoro non sapendo tuttavia quali sono le regole che fanno si' che in un paese dei lavoratori di altri paesi possono essere chiamati ad esercitare la loro professione.
Mi sembrerebbe opportuno, quindi che l'UE si consacri molto di più a questo compito didattico di comunicazione e di informazione affinché tutti sappiano, nei vari paesi, che nessuno ruba nulla a nessuno poiché le regole di ingaggio o le specificità sono identiche in tutti i paese (o se non lo sono è il momento di metterle a norma).
Si', in questo momento bisogna pensare a rafforzare l'esistente (inutile allargarsi a dismisura con realtà tanto diverse e lontane) , a incentivare le operazioni comuni di protezione sociale e di pensare un po' di più ad una globalizzazione comunitaria -diretta verso tutti i paesi indistintamente- piuttosto che mondiale, di intraprendere operazioni di informazione importanti presso i media di tutti i paesi per spiegare che cosa fa l'Unione per i suoi cittadini e per far conoscere i vantaggi che i vari paesi hanno avuto grazie ad essa.
L'argomento è importante ed è urgente affrontarlo in prima linea prima che le proteste si diffondano ancora di più e dilaghino in tutta l'Unione a macchia d'olio.

Italia

Temi fondamentali per lo sviluppo da un lato e la positività dello stesso, da l'altro, sono: a)scambi attivi e propositivi fra nuove imprese fatte da individui di diverse nazionalità (almeno3) , formanti piccole cooperative (in primis di servizi) , che abbiano comuni obiettivi (socio-economici) ; b) attivazione di centri poliglotti a sfondo scambi del tempo-libero per contribuire a "valori-comuni" - come dei centri giovanili con scambi continui ed un nucleo nazionale (almeno 3 per ogni Paese membro) - attività anche supportate dalla Commissione Europea o a da altro Organo che pre-stabilisca 5 TEMI VALORI su cui confrontarsi ed operare ( esempi: educazione minori, attività ludiche e sanità/benessere della persona, giochi educativi e sociali; musica composta e di ascolto ; spettacolo/i composti e in visione a seconda di attivo/passivo operante/ascoltante eccetera );
c) Itinerari guidati almeno 1 volta l'anno per tutti i Paesi membri attraverso un Premio/Concorso inter- generazionale riferito a 3 età diverse per Trasmettere Le Esperienze e il Valore dell'Anzianità/Saggezza, per il futuro delle nuove generazioni.

Gianluca Albertini Italia. L'informazione a 360 gradi, la partecipazione democratica, l'educazione tendente a dare le basi per costruire rapporti civili tra le persone e tra queste e l'ambiente e gli animali. Quest'ultimo tema, l'educazione, sembra appannaggio di una parte potentissima come la chiesa cattolica (lobbista nascosta) che per duemila anni ha forgiato le coscienze per mantenere il proprio potere temporale ed acccrescerlo. I fatti recenti accaduti in Italia sulla libertà di scelta sul fine vita ne sono una prova tangibile. Ma anche sul rapporto uomo animali l'educazione cristiana, e comunque quella religiosa, considera l'animale un oggetto da "custodire" perchè creato per soddisfare l'uomo secondo la bibbia, da reddito per i produttori che sfruttano i propri investimenti (allevamento, macellazione, distribuzione, vendita, e soprattutto iperconsumo nei paesi ricchi del pianeta). Ma basta entrare nelle scuole e far parlare i bambini su quali sono i diritti degli animali (alla vita, al non abbandono, al loro benessere etologico, alla loro dignità, al non maltrattamento o avvelenamento) e subito ti chiedono PERCHE' DOBBIAMO MANGIARLI? Un'educazione corretta, etica e basata anche sulle ultime acquisizioni scientifiche relative, all'etologia, intelligenza e senzietà degli animali, dovrebbe poter sostituire l'arretratezza culturale che vuole che tutto dipenda da un ente superiore chiamato dio. Persino i diritti personalissimi discenderebbero da lui, come affermato qualche settimana fa dal capo della chiesa, quel pastore tedesco chiamato Ratzinger. L'Europa ha una grande opportunità: sviluppare il tema dell'informazione sulla vita e sui rapporti tra gli esseri viventi. Il tema dell'ambiente, come è stato sviluppato dall'europa negli ultimi anni, in modo da essere considerato trasversalmente in ogni settore della politica europea, costituisce un esempio da imitare. Infatti l'educazione è un tema trasversale e tocca gli stili di vita, i metodi scientifici, le credenze religiose e i valori umanitari di chi la religione non la professa, ma anche il consumo di beni di origine animale, per non parlare della salute dell'uomo e delle implicazioni sanitarie e mortali per l'uso di animali macellati o di prodotti di origine animali alla diosssina (uova, latte, ecc). L'educazione dovrebbe costituire secondo me un ulteriore pilastro trasversale su cui trovare la condivisione, lasciando la possibilità a ciascuno di noi, dopo aver dato la più ampia informazione, di essere libero di fare scelte secondo la propria coscienza (non come sta avvenendo in Italia con il decreto del governo berlusconi che impedirà di rifiutare una cura o di scegliere una buona morte (eutanasia). In Italia si sta retrocedendo a grandi passi verso il periodo più buio della nostra storia. Spero che in Europa questo non debba proprio avvenire. E io mi batterò, anche per le future generazioni, perchè ciò non accada.

Italia

IN UN MONDO GLOBALIZZATO SERVE AVERE UNA LINGUA INTERNAZIONALE UGUALE PER TUTTI. UNA LINGUA VALIDA COME PONTE PER LE TRADUZIONI TRA LE DIVERSE LINGUE NAZIONALI FACILE DA APPRENDERE E INSEGNARE. SERVE L'ISTRUZIONE OBBLIGATORIA FINO A 18 ANNI. SERVE ABBASSARE I COSTI DELLA POLITICA CHE SONO I PIU' ALTI IN ASSOLUTO. E' INCONCEPIBILE CHE I POLITICI EMANINO LEGGI PER AUMENTARE GLI ANNI LAVORATIVI MENTRE GLI STESSI POLITICI CON POCHISSIMI ANNI DI "SERVIZIO" VANNO IN QUIESCENZA CON "PENSIONI D'ORO" A SPESE DEI CITTADINI!! E' VERGOGNOSO!!

Cavallo, Nave, Auto, Treno, Aereo..................... nel corso del tempo hanno consentito agli uomini si spostarsi sempre più velocemente! L'Informatica e la Telematica hanno poi rimpicciolito il mondo riducendo, ma solo apparentemente,ancora di più le distanze! Il risultato è che passiamo parte del ns. tempo ad occuparci delle problematiche di persone e di popolazioni che vivono lontani da noi e che, probabilmente, nel corso della ns. vita non avremo l'occasione d'incontrare per condividere delle semplici emozioni e/o magari solo per stringerci la mano!

Nel mentre....... non riusciamo a dedicare il tempo necessario per risolvere un problema del ns. condominio né per preoccuparci del nostro "Quartiere" - Unità Minima di Urbanizzazione - dove abbiamo comprato casa, magari costataci sacrifici economici, luogo dove abbiamo deciso di vivere e far crescere i ns. figli!

Credo che la cosa migliore che ognuno di noi possa fare sia quella di impegnarsi nell'ambito del territorio nel quale vive, nell'intento di creare condizioni di vita che possano essere da esempio per altri!

Cosa può fare l’UE per plasmare il nostro futuro economico e sociale in un mondo globalizzato?
Per tentare di rispondere a questa domanda occorre innanzi tutto dotarsi di buone dosi di umiltà, di obiettività, di buona fede. I problemi sono tanti ed immensi. Ne cito alcuni che credo siano i più difficili da risolvere:
La gestione della terza rivoluzione industriale;
Lo sviluppo della produttività che, con le inesauribili nuove tecnologie che si dovranno usare, produrrà nuova disoccupazione;
L’influenza dei paesi emergenti;
Il credito;
Le incognite della ingegneria genetica;
I fondamentalismi religiosi;
La diffusa insufficienza culturale per affrontare problemi etici;
La criminalità sempre più e sempre meglio organizzata;
Lotte sociali che prima o poi sorgeranno per l’abissale gap tra ricchi e poveri;
La sicurezza.
Il problema più pressante è però il LAVORO che ha sempre più aggettivi (nero, part time, determinato, interinale, cococo, cocopro, precario, esternalizzato, delocalizzato) e sempre meno quantità.
Qualcuno aveva previsto, in tempi non sospetti, che ci sarebbe stato il problema della mancanza di lavoro. Perché politici, imprenditori, sindacalisti, banche, istituzioni non sono intervenuti in qualche modo????? Ma tanté!!!!
L’Unione ha compiti gravosi da affrontare. Ma ce la può fare. Ha un trascorso culturale straordinario ma deve tenere lontano gli egoismi, i protezionismi, i vetero-nazionalismi.

italia

Ogni scenario di crisi porta inevitabilmente a una forma di protezionismo ottemperato dai governi preoccupati per lo più dal calo dei consensi che non da dare risposte alle richieste dei propri cittadini. Credo sia superfluo discutere quì su quali conseguenze comporterebbe l'adozione di politiche protezionistiche. L'Europa ha oggi l'opportunità di sottrarre ai singoli stati l'adozione di politiche "privatistiche" cercando di stimolare la crescita a livello "Europeo" come volano per le singole componenti economiche europee. Per far si che queste politiche portino significativi frutti in tempi rapidi è indispensabile compiere quella armonizzazione legislativa che tanto ci rende ancora "diversi". Non credo sia più proponibile e attuabile una legislazione europea senza che la stessa sia immediatamente recepita in ogni stato.

Infine lasciare alla BCE ogni politica di gestione del credito e di controllo sugli istituti di credito.

L'Europa, nel processo di globalizzazione, riesce ancora a mantenere un ruolo economico rilevante, ma non bisogna farsi illusioni. Altri giganti stanno per nascere e quelli che esistono già hanno dimostrato capacità di crescita e sviluppo che sono lontane dalla nostra (europea) portata.

Ri-pensare ancora ad un Europa frammentata da stati nazionali che compentono individualmente alla corsa globale è a dir poco scoraggiante se non proprio più immaginabile.

Quello che sta succedendo ogni giorno in casa nostra (europa) lo dimostra e ci fa apparire fragili e divisi. Ci fa anche capire che la retorica dei nostri governanti non ha aiutato nessuno.

Abbiamo un'occasione unica per costruire un processo di crescita economica comune e di conseguenza anche di crescita socio-politica.

Ancora una volta i nostri governanti possono adottare politiche che tutelano il diritto del lavoro di tutti gli europei, piani di crescita economica ad hoc per ogni tipologia di beni e servizi, adottare forme comuni di istruzione e ricerca scientifica. Prima di tutto però bisognerà che i nostri governanti acquistino la consapevolezza di essere portatori di una esigenza comune. Secondo dovranno imparare ad essere più lungimiranti nelle scelte che adotteranno, dote che purtroppo è mancata a molti.

s.

Asse

is very nice :) thanks -- prom updos