Più sicurezza e salute negli ambienti di vita

Più sicurezza e salute negli ambienti di vita

Lo sviluppo economico e demografico delle città è avvenuto a discapito della salubrità e sicurezza degli ambienti di vita. I dati europei dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dimostrano che il 23,3 % della popolazione urbana è affetto da disturbi del sonno indotti dal rumore; in tutta la Regione europea avvengono circa 7000 decessi all’anno per infezioni respiratorie acute, in bambini di età compresa tra 0 e 4 anni, a causa dell’esposizione a livelli di PM10 più alti di quelli indicati dalle linee guida Oms (20 μg/m3); inoltre le politiche di risparmio energetico hanno prodotto un progressivo aumento delle sostanze inquinanti negli ambienti confinati, come abitazione e scuole con importanti implicazioni sulla salute, proprio a causa della prolungata permanenza della popolazione in tali ambienti. I bambini piccoli trascorrono la maggior parte del loro tempo a casa e a scuola, per cui l’inquinamento di questi ambienti costituisce un fattore di rischio importante per lo sviluppo di alcune patologie, soprattutto quelle allergiche e respiratorie nell’infanzia. In Europa gli infortuni sono, dopo le malattie cardiovascolari, il cancro e le malattie respiratorie, la quarta causa più frequente di morte. Un altro importante problema di salute pubblica in tutto il mondo è quello della violenza domestica, che rappresenta il caso più frequente di mancato rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo. È in casa e all'interno del contesto familiare che le donne vengono più spesso maltrattate e siverifica la maggior parte degli abusi sui minori, anche perché l’ambito della sfera privata è quello dove i bambini passano il 90% del loro tempo e le statistiche ufficiali rivelano soltanto i casi più gravi. Molte evidenze dimostrano che le condizioni socioeconomiche, la qualità e la sicurezza degli ambienti di vita influenzano in maniera significativa la salute e gli stili di vita delle persone più di quanto comunemente venga riconosciuto. Nonostante ciò le politiche sanitarie non hanno fatto ancora abbastanza per promuovere ambienti di vita sani e sicuri. Soprattutto per le persone più fragili della società. In questo periodo di crisi economica, le autorità sanitarie europee dovrebbero impegnarsi di più per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione dai rischi presenti negli ambienti di vita. A causa della crisi economica, infatti, possono aumentare le persone a rischio. Le ristrettezze economiche e la necessità di contenere i consumi energetici, ad esempio, spingerà le fasce più povere della popolazione a utilizzare sistemi di riscaldamento e combustibili a basso costo, più inquinanti e meno sicuri.