SALUTE
Gio, 05/03/2009 - 02:12
SALUTE
La salute per chi ce l'ha è un grande dono!! Pensiamo a chi non ha questo dono e non ha neppune denaro per curarsi!! Le sturtture sanitarie non sempre vengono incontro al maleto. Esistono esami costosissimi e in alcuni casi le strutture sanitarie non contemplano. Ci sono lungaggini nella prenotazione di esami sanitari e, quando non se ne può fare a meno, li si deve pagare di tasca propria con costi elevati. Tutto questo è ingiusto. LA SALUTE PUBBLICA VA SALVAGUARDATA E DOVREBBE ESSERE GRATUITA PER TUTTI. NON DEVE POTERSI CURARE SOLO CHI HA SOLDI.
Mi associo con tè,brava.
Ossequio !
i livelli di assistenza andrebbero uniformati in Italia e possibilmente in Europa. Le Regioni non stanno dando più i contributi per i ricoveri extra regione perchè eccessivamente dispendiosi, ben mi sta se gli amministratori si adoperassero per creare all'interno delle loro regioni centri a professionalità competitivi per capacità e garanzie per il paziente, altrimenti chi si becca la malattia per la quale nella sua regione c'è un centro di ecceklenza "è fortunato" altrimenti s'aggancia, se si ammala il figlio dell' amministratore vedi tui come gliela danno subito l'autorizzazione al ricovero fuori regione!Maria
Il problema della sanità, purtroppo, valica i confini dei diritti dei malati che anzi, sono l'ultimo problema da parte di chi gestisce il sistema sanitario che è visto solo come una "gallina dalle uova d'oro". Non dimentichiamoci infatti che la sanità in Italia è un grande buco nero dove spariscono, come per magia, una quantità esagerata di danaro che poi non si riescono più a recuperare anche se i misfatti vengono a galla!!!!! Mi chiedo se il sistema sanitario delle Isole Cayman funzioni almeno.....con tutti i soldi che gli diamo!!!! I malati contano poco.........è più importante appalatare una struttura che poi rimarrà chiusa dopo che ne è stata inaugurata l'apertura. Però non è tutto così nero. Ci sono realtà sanitare che funzionano e che sono gestite da funzionari corretti malgrado tutto. Non mi piace la brutta figura che facciamo agli occhi degli altri stati Europei passando per i soliti Italioti che si mangiano tutto. Sono in accordo con il commento che propone i livelli di assistenza sanitaria uniformati in Italia e in Europa gestiti però da una commissione al di sopra delle parti cioè senza "infiltrati" delle case farmaceutiche e azionisti di case di cura varie.
Saluti. Carla
Il servizio sanitario nazionale in alcune regioni riesce a dare un ottima assistenza ai malati, mentre in altrei tutto questo non avviene. Perchè? Di chi è la colpa? possibile che gli amministratori incapaci non si possano rimuvere solo pechè sono stati "piazzati" non si sa bene da chì.
Abbiamo bisogno di garantire al malato degli standard di cura omogenei su tutto il territorio nazionale e i Direttori sanitari che non si adeguano o che non hanno giustificati motivi per le loro inadiempenze siano rimossi.
il problema della sanità pubblica che è la sola in cui credo e per cui ho lavorato per oltre 30 anni è complesso. Oltre a quello che viene denunciato quotidianamente sugli sprechi che garantisco esistono anche nelle regioni virtuose, vi sono numerosi problemi che andrebbero suddivisi per singoli capitoli. Iniziamo dalla medicina territoriale di base: il primo errore fatto anni fa è stato quello di svincolarla completamente dalla medicina ospedaliera: mi spiego meglio una volta molti medici ospedalieri dopo alcuni anni passati nelle corsie degli ospedali si dedicavano alla medicina territoriale adesso per una qustione di assurdi punteggi è diventato preticamente impossibile a scapito ovviamente della professionalità e dell'esperienza maturata anche in patologie più complesse. Il medico di base è stato per troppi anni relegato al ruolo di prescrittore di ricette, certificati, visite specialistiche ed ha in troppi casi perso il ruolo di primo diagnosta e soprattutto di colui che tira le fila e raccoglie in sè la visione e la cura del paziente anche se con l'ausilio specialistico. Nasce da qui l'affollamento dei prontosoccorsi, la mancanza di appropriatezza delle richieste specialistiche l'allungamento delle liste di attesa il moltiplicarsi delle indagini diagnostiche e così via. Si aggiunga pure a questo l'aspettativa del "paziente" che sicuramente oggi più informato (più spesso disinformato) ha perso ogni fiducia nel prorio medico e nel sistema sanitario in genere a fronte di una attesa sempre più pressante di guarigione "obbligatoria" che contribuisce non poco alla siddetta medicina difensiva che aggrava inesorabilmente il sistema aggravandone la spesa .
Detto questo la prima proposta di rfiorma non doveva partire dagli ospedali ma dalla medicina territoriale. sia attraverso formazione obbligatroia ospedaliera ed ambulatoriale sia rristinando la possibilità di "travaso" dall'ambiente ospedaliero a quello ambulatroiale. seconda proposta fare effettiva informazione alla popolazione attravesro conferenze da tenersi nelle sedi più svariate che possono andare dai comuni alle università libere o della terza età o all'interno degli stessi tribunali dei diritti del malatosia sul sistema sanitario sia sulle varie teccnologie oggi possibili per la diagnostica e la prevenzione sull'appropriatezza delle stesse.