Agricoltura e sviluppo

Agricoltura e sviluppo

Benazzi Anna propone di "tutelare l'agricoltura".

D'accordo, ma non mi sembra aver visto come intende tutelarla esattamente.

Il titolo puo' lasciar intendere tutto, anche continuare nella politica attuale (che pure - a mio avviso- ha molte lacune e che converrebbe quindi di correggere).

Per me, tutelare l'agricoltura vuol dire allinearsi sui principi dello "slow food" che è il solo movimento che -a parer mio- propone un'agricoltura che preserva le risorse naturali di ogni paese e permette agli agricoltori/allevatori/produttori agricoli di vivere degnamente con i prodotti da loro coltivati/fabbricati/e anche circolanti su un territorio più ristretto, salvaguardando cosi' anche la nostra salute (meno pesticidi, meno uso di prodotti chimici di conservazione, più coinvolgimento dei diretti interessati alla perpetuazione della propria cultura alimentare).

Puo' dirmene (dircene) di più sulla sua proposta ?


Anch'io punterei sullo slow food.
e soprattutto, come consumatrice che compra cibo biologico al supermercato-negozi specializzati, mi piacerebbe SEMPRE sapere l'origine delle materie prime.

Ha senso comprare bio , e spendere di più, per prodotti di provenienza dalla Cina (ad esempio legumi e semi di girasole solo per citarne alcuni)?
A parte l'evidente impatto ambientale del trasporto, posso veramente fidarmi della certificazione?
E poi come la mettiamo per la tutela del lavoratore, sempre ammesso che quella dell'ambiente sia comprovata dalla certificazione?

Sempre come consumatore non vorrei OGM sul mio piatto, e vorrei poter distinguere tra un cibo veramente non OGM ed uno leggermente contaminato che per la normativa attuale viene comunque definito OGM.

Inoltre, da persona allergica, vorrei anche sapere nel dettaglio cosa si intende con la dicitura "aromi" nelle etichette della miscela di orzo-caffè, solo per fare un altro esempio.

A costo di passare ore al supermercato a leggere tutte le etichette con gli occhiali VOGLIO SAPERE COSA MANGIO ED ESSERE VERAMENTE LIBERA DI SCEGLIERE.
NON VOGLIO ESSERE MANIPOLATA.

Diciamo che, in attesa di una legislazione più completa, io già leggo sistematicamente tutte le etichette e elimino sistematicamente tutti i prodotti in cui ci sono troppi prodotti chimici o che vengono da troppo lontano (inutile sprecare energia per prodotti agricoli dalla cui vendita gli agricoltori all'origine non traggono nessun profitto e che concorrenzano inutilmente prodotti coltivati più vicino a noi).
E non ci vuole neanche troppo tempo per fare la scelta : dopo le prime letture, si impara facilmente a togliere i prodotti indesiderati o di dubbia origine.

Per quanto riguarda gli OGM non so' cosa pensarne : bisognerebbe che anche i consumatori abbiano la possibilità di far fare degli studi separati da laboratori di loro fiducia e che si mettano poi a confronto gli studi delle imprese e dei consumatori da parte di esperti e studiosi veramente indipendenti.