Perche' questa proposta e perche' risulta la piu' votata fino a questo momento???

Perche' questa proposta e perche' risulta la piu' votata fino a questo momento???

Ho saputo di questa iniziativa (le consultazioni europee) solo ieri e fin da subito l'ho trovata estremamente valida e con ottime potenzialita'. Poi entro e trovo che la proposta piu' votata riguarda l'introduzione dell'Esperanto ... Per carita', sono un grande fun dell'esperanto fin dall'infanzia (solo come idea, visto che non ho mai avuto il tempo di approfondire), ma con tutti i problemi che ci sono, con l'opportunita' che ci viene data, questa e' la proposta che convince di piu'???? ... ma siamo sicuri????
Non volendo suggerire qui altre proposte, in termini pratici mi sembra anche poco realizzabile ... abbiamo difficolta' a imparare lingue vive e utili, figuriamoci che ne verrebbe fuori con l'esperanto ... io credo solo spreco di risorse!!


Ha ragione e condivido pienamente la sua sorpresa : ed infatti ci si puo' effettivamente domandare perché alcuni dei problemi più attuali appaiono solo in fondo ai progetti da votare.

Forse la risposta è da trovare nel grande "militantismo" degli esperantisti.
Se lei vedi i dibattiti nellle altre lingue, anche li, l'introduzione dell'esperanto è una proposta che va alla grande.

Si,questo successo è veramente sbalorditivo, come se i problemi dell'Unione stessa (il suo divenire economico, politico, sociale, finanziario, allargamento si o no...) dovessero riassumersi in questa proposta (pur rispettabile, intendiamoci) oppure in proposte tipicamente nazionali che si possono leggere qui e là.

O forse, questo riflette anche il livello dei dibattiti politici nazionali in cui ci si sofferma di preferenza o si dà risalto a questa o quella parola di questo o quel capogruppo (non voglio utilizzare la parola "leader") piuttosto che parlare dei veri problemi che toccano tutti i paesi come la crisi economica e finanziaria , la disoccupazione crescente o che crescerà, la riforma della giustizia,la globalizzazione, lo spazio da riservare ai tutti i partiti nei media pubblici nazionali, ecc...

E' un po' come se il "panem et circense" fosse più che mai d'attualità.

O forse siamo tutti anestesiati da una certa mediocrità dominante delle nostre politiche e media nazionali e non sappiamo più distinguere l'essenziale dal superfluo ?
O forse non abbiamo più idee personali da esprimere oltre quelle del tutto apolitiche ?

In questo momento storico (rapidissime conversioni tecnologiche,mutevoli mutamenti di regole giuridiche che riguardano la VITA QUOTIDIANA di tutti i cittadini:(scuola,sanità,magistratura,famiglia,lavoro,sicurezza,economia,linguaggio...)non é proficuo affaticare le intelligenze umane e le conseguenti risorse economiche,per la introduzione dello studio di una lingua nuova da imparare,pur comprendendo la futura utilità di una unica lingua comune.

Una proposta semplice e chiara raccoglie voti.

Le proposte da selezionare sono 10 e credo che l'Esperanto sia giusto faccia parte di queste.

Chi partecipa a queste consultazioni come è venuto a conoscenza di questa iniziativa ?
In televisione, radio o sui giornali nessuna traccia.

Forse il passaparola o il link su altre pagine nel web è il canale che porta a consultare queste pagine e votare per un argomento di interesse europeo.

Nei tre contributi precedenti sono senz'altro da apprezzare il rispetto espresso per un grande ideale, come quello che da 120 anima il movimento esperantista mondiale ed anche l'onestà nell'ammettere "di non avere mai avuto il tempo per approfondire" che cosa sia veramente l'esperanto. Basterebbero pochi minuti per conoscere la realtà di questo fenomeno linguistico-sociologico-culturale; ad esempio, semplicemente digitando la parola "esperanto" su Google ed aprendo alcune dei milioni di pagine che si trovano. Venendo ai "veri problermi dell'Europa", non c'è dubbio che l'adozione dell'esperanto per le comunicazioni internazionali (con minimo dispendio di denaro e di tempo da parte di ciascuno per impararlo) comporterebbe ingenti risparmi di risorse, che potrebbero essere più utilmente impiegate per altri scopi. Inoltre, alcuni dei problemi che affliggono l'Unione Europea nascono dalla mancanza di un senso di appartenenza ad un'unica nazione, cosa che si potrà ottenere soltanto quando gli europei potranno TUTTI comunicare liberamente tra loro, in una lingua di tutti e di nessuno.
Pedro Aguilar Sola' - Torino

Quoto Edminisci:

"abbiamo difficolta' a imparare lingue vive e utili, figuriamoci che ne verrebbe fuori con l'esperanto ... io credo solo spreco di risorse!!"

Certo, nessuna lingua è facile da impararare. Con tutto il rispetto, se lo scrive uno che abita a Glasgow e confonde 'fun' al posto di 'fan', l'evidenza è palese. La critica non va alla persona, ma all'inglese, la cui fonetica causa problemi di spelling persino ai madrelingua.

Mio suocero -che era docente d'ingegneria- era stupito dal fatto che i suoi migliori studenti venivano quasi sempre dai licei classici. La logica dice che i più preparati dovrebbero essere quelli del liceo scientifico. Lui era convinto che la marcia in più dei 'classici' è che studiando il latino si sviluppa l'abilità di 'isolare le fondamenta dai dettagli' e con questo si riesce a capire più velocemente qualsiasi testo scritto.

A prescindere di questa esperienza marginale, devo dire che imparare qualsiasi lingua è un ottimo allenamento per il cervello, e che migliora le capacità comunicative delle persone.

Invece di considerare l'insegnamento dell'Esperanto come uno spreco di risorse, bisogna vederlo come un 'investimento culturale a lungo termine'.

Non dimentichiamoci che l'attuale crisi finanziaria è dovuta all'elevata concentrazione sui piani a breve termine ("Bisogna ottenere il massimo risultato QUESTO trimestre. Non importa se a fine anno crolla tutto, tanto noi intaschiamo i guadagni prima").

È arrivata l'ora di pensare a lungo termine, non alle prossime elezioni.

Posso in parte capire lo stupore di chi in precedenza ha sostenuto la proposta relativa all'esperanto una proposta superflua (visti i problemi dell'UE).
Vorrei però aggiungere alcune considerazioni.

L'UE si è di fatto mobilitata per la creazione di una moneta comune, di un mercato comune, ma non ha attuato una credibile politica linguistica.

L'UE di fatto ha 23 lingue ufficiali di lavoro, ed un gran caos nell'attuare l'uguaglianza linguistica sancita dagli articoli 21 e 22 del trattato dell'Unione.

Si pensi ai costi dell'UE per sostenere il multilinguismo.

La discriminazione linguistica è un grave problema ed è spesso sottovalutata.

L'introduzione di una Lingua Ausiliaria Internazionale, nel qual caso dell'Esperanto credo sia l'unica soluzione per arginare le discriminazioni linguistiche, porre sullo stesso piano le lingue ed i cittadini europei, tutelando al contempo le lingue nazionali.

Vorrei precisare che la lingua Esperanto non è una lingua morta come erroneamente sostenuto da qualcuno in precedenza, è di facile apprendimento e facilita l'apprendimento di altre lingue.

Ovviamente ogni persona ha le proprie sensibilità e priorità, personalmente il tema della discriminazione linguistica è assai grave, in vista anche di eventuali nuovi allargamenti ad altri stati che vedrebbero introdotte nuove lingue ufficiali di lavoro.

Cordialmente
Michele

hai ragione, mea culpa per il fun/fan, ma resto della mia idea: e' piuttosto strano che la proposta legata all'esperanto sia di gran lunga la piu' votata ...
sono perfettamente d'accordo sul fatto che bisogna cercare di pensare a medio e lungo termine ... ma SOLO sull'esperanto???

Cause ed effetti. Occorre riconoscere gli effetti per rimuoverrne le cause. E visto di che "pasta" siamo fatti...tertium non datur, ben venga l'esperanto a unire i cittadini europei di 27 stati nazionali. Chi può mettere in dubbio che il linguaggio e la comunicazione sono alla base del valore che vorremmo fosse attribuito alla piena partecipazione democratica di noi tutti come cittadini europei. Il principio, evidentemenete, non è l'esperanto, ma la parità di tutti nei confronti della Istituzione ed allora gli effetti della torre di babele e il diritto di partecipazione impongono la rimozione delle cause ...