un progetto per i giovani

un progetto per i giovani

Partendo dalla constatazione che questo modello di sviluppo ha creato molti squilibri e gravi problemi sul piano dello sviluppo sostenibile (crisi ambientale e arretramento dei diritti sociali). Constatando che nell'UE gli stati membri non sono più in grado di sostenere da soli il peso di un welfare moderno e allargato ai diritti di nuova generazione penso sia è necessario proporre, insieme a queste associazioni, nella prossima campagna elettorale europea, che l'UE e il futuro governo europeo si assumano maggiori responsabilità, tanto più in presenza di una spaventosa crisi economico-finanziaria come quella che cominciamo ad intravedere. Penso che dobbiamo chiedere che il prossimo Parlamento europeo, se vorrà rappresentare la voce dei cittadini e battersi per risolvere i loro più gravi problemi si impegni a
1. stabilire degli standard sociali minimi da far valere in tutta Europa (mettendo in atto le politiche perequative adeguate ad aiutare i paesi che non ce la fanno) su alcuni diritti fondamentali (istruzione di base, formazione permanente e continua, assistenza sanitaria, salario minimo garantito, case a basso costo, ecc). Standard al di sotto dei quali in Europa non deve essere permesso scendere. Questa politica permetterebbe anche al mercato interno di funzionare meglio (dumping sociale, liberalizzazione dei servizi)
2. all'interno di un necessario programma di governo europeo per lo sviluppo, l'occupazione, l'innovazione e la ricerca deve essere previsto un progetto giovani che affronti e ponga un argine al dilagare della precarietà delle condizioni di lavoro e si articoli su interventi capaci di assicurare formazione, mobilità, reddito minimo di cittadinanza ai giovani europei
3. realizzare un piano per aumentare le risorse interne dell'UE (un programma di governo in grado di affrontare la crisi e di rilanciare lo sviluppo sostenibile deve necessariamente essere finanziato o con emissione di eurobonds o con una tassa ad hoc)
4. Il progetto giovani deve essere inteso e predisposto come un periodo nel quale i giovani, alla fine del periodo di istruzione obbligatoria e prima di avviarsi al lavoro o prima di proseguire gli studi, rendono un servizio alla comunità, un servizio civile europeo generalizzato e ricevono precisi benefici in ordine alla possibilità di fare un'esperienza di formazione lavorativa, di conoscere un altro paese dell'UE, di perfezionare l'inglese e conoscere un'altra lingua europea, di vivere un'esperienza di cittadinanza vera e attiva sul piano europeo. Il Servizio civile europeo dovrà avere di conseguenza precise caratteristiche
- universale rivolto a tutti i giovani europei alla fine delle scuole dell'obbligo
- a tempo un servizio per un tempo prestabilito (ad esempio per 6 mesi)
- logistica da svolgersi in un paese dell'UE diverso dal proprio
- accompagnato deve essere strutturato e monitorato
- formativo svolto in settori ben definiti (nuove tecnologie, ambiente, cura della
persona, peace keeping, protezione civile, energie alternative)
- remunerato non a carico delle famiglie, ma remunerato con un reddito minimo di
cittadinanza
- mobilità realizzare un'esperienza positiva di mobiltà protetta


La precarietà non è un problema tipicamente "giovanile" : molti giovani e non più , molti anziani alle soglie della pensione sono nelle stesse condizioni : è quindi oggi un problema molto più esteso, che deve essere trattato in tutti i suoi aspetti.
La precarietà infatti non è solo quella di persone che hanno un contratto a tempo, ma anche quella di persone che perdono il proprio lavoro ad una età avanzata e che non riescono più ad inserirsi nel mondo del lavoro poiché conderati "troppo vecchi" malgrado i tesori di sapere che essi hanno accumulato.

Purtroppo, chi ricorda ancora che l'articolo 4 della Carta sociale europea del 1961 stabiliva che tutti, in Europa, avevano diritto a un remunerazione equa capace di assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un livello di vita soddisfacente e che la Carta sociale del 1989, articolo 1, ribadiva lo stesso concetto.
Ma questo diritto ad un salario decente in tutta l'Unione è scomparso dalla carta dei diritti fondamentali e anche dal recente trattato costituzionale.

Eppure fare la lista di tutte le disposizioni esistenti in Europa in materia di protezione sociale, di salari, di costi salariali, di formazione ecc. e comparli per adeguarli alle condizioni economiche di ogni paese e farne delle regoli comuni sarebbe certamente un primo passo per arrestare questo "lavorar povero" che fa tanto male all'Europa in questo momento non solo perché fa ostacolo alla crescita ma perché, invece di favorire un'armonizzazione verso l'altro -obiettivo principale dei diritti fondamentali dell'unione quali il diritto alla libertà di circolazione del capitale e del lavoro- favorisce l'impoverimento generale e genera tensioni sociali sempre più frequenti (vedi Grecia, Francia, Inghilterra tra gli esempi più recenti ..)

Si, l'insieme dei paesi hanno già messo in essere delle riforme sociali importanti con esempi di riuscite e di insuccessi che potrebbero essere uno stimolo per mettere in comune una linea di condotta in queste materie al fine di assicurare a tutti questo diritto (dimenticato) ad una remunerazione sufficiente durante tutto il suo percorso di vita.