Scegliere chi e cosa salvare

Scegliere chi e cosa salvare

Ora in tutto il mondo gli Stati (contagiati dal virus del capitalismo e liberismo selvaggio) sono costretti a correre ai ripari e nazionalizzare le banche.
Dopo averle salvate dal fallimento con l'iniezione (sarà sufficiente?) di centinaia di miliardi di soldi pubblici, che verranno inevitabilmente pagati con le tasse della povera gente, cioè di coloro che non hanno, se non marginalmente, goduto degli eccessi di consumismo, sprechi, debiti, emolumenti indecenti, bonus, stock option, ecc.., di una casta finanziaria caduta sotto il peso di cifre da incubo, di cui neppure si è resa conto a causa della propria avidità ed incapacità.

Troppo comodo rubare per anni miliardi prelevati dall'esplosione (provocata per interesse) di una illusoria creazione di ricchezza di carta, e poi piangere ed affidarsi agli aiuti di Stato, senza neppure ammettere le proprie colpe e dimostrare la dignità di provare a restituire il maltolto.

Dovrebbe quindi essere chiaro a tutti che il vero problema sono le banche.
La crisi è stata originata dalla mancanza di regole in finanza e dall'avidità dei banchieri, con i loro prodotti tossici e l'abuso della leva, che ha finito per produrre effetti, conseguenze e cifre che sono sfuggite da ogni controllo e logica anche agli stessi ideatori degli strumenti finanziari più fantasiosi e pericolosi.

A questo punto, è chiaro che le banche devono essere azzerate. Tutte.
Lo Stato deve tutelare esclusivamente i depositi privati dei risparmiatori e procedere alla nazionalizzazione, dopo spezzettamento, dei rami delle banche che devono tornare alla loro funzione originale di sola attività di raccolta e prestito (aumentando nel contempo il circolante e la riserva obbligatoria al 10%).

Le altre attività più propriamente speculative, derivati e cartolarizzazioni, vanno lasciate al loro destino, che sarà irrimediabilmente l'insolvenza ed il salutare default.


La crisi finanziaria attuale è soprattutto dovuta, a mio avviso, all'assenza totale di regole ben definite : per troppo tempo gli Stati hanno abdigato le loro prerogative di dettare le regole generali, da seguire da tutte le persone fisiche e morali residenti sul territorio UE, in nome della sacrosanta dottrina Reagan-Tatcher che ha scardinato le imprese pubbliche con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti noi : inefficienza del servizio pubblico (trasporto, telecommunicazioni, servizi sociali, funzione pubblica ecc.) i cui servizi sono stati spesso svenduti a società private che hanno soltanto sviluppato o mantenuto quello che era più lucrativo lasciando il resto andare più o meno alla malora : queste sono le conseguenze di un liberalismo incontrollato e troppo vantato fino al crack finanziario che ora tutti lamentiamo.
E questo è anche uno dei principali motivi per cui in molti paesi fondatori l'UE è sempre più criticata e il distacco tra i cittadini e le istanze UE è il più forte (vedere le statistiche : solo i paesi recentemente entrati si dicono soddisfatti mentre i paesi storici lo sono molto di meno)
L'Unione Europea deve sicuramente rivedere queste regole ed abbandonare questo eccessivo liberalismo, ma non credo che quanto da lei proposto sia veramente il modo migliore di arrivare ad un giusto equilibrio tra pubblico e privato : la sua proposta mi sembra squilibrata nel senso opposto : il troppo Stato potrebbe condurre ad altre anomalie.

La crisi finanziaria attuale è soprattutto dovuta, a mio avviso, all'assenza totale di regole ben definite : per troppo tempo gli Stati hanno abdigato le loro prerogative di dettare le regole generali, da seguire da tutte le persone fisiche e morali residenti sul territorio UE, in nome della sacrosanta dottrina Reagan-Tatcher che ha scardinato le imprese pubbliche con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti noi : inefficienza del servizio pubblico (trasporto, telecommunicazioni, servizi sociali, funzione pubblica ecc.) i cui servizi sono stati spesso svenduti a società private che hanno soltanto sviluppato o mantenuto quello che era più lucrativo lasciando il resto andare più o meno alla malora : queste sono le conseguenze di un liberalismo incontrollato e troppo vantato fino al crack finanziario che ora tutti lamentiamo.
E questo è anche uno dei principali motivi per cui in molti paesi fondatori l'UE è sempre più criticata e il distacco tra i cittadini e le istanze UE è il più forte (vedere le statistiche : solo i paesi recentemente entrati si dicono soddisfatti mentre i paesi storici lo sono molto di meno)
L'Unione Europea deve sicuramente rivedere queste regole ed abbandonare questo eccessivo liberalismo, ma non credo che quanto da lei proposto sia veramente il modo migliore di arrivare ad un giusto equilibrio tra pubblico e privato : la sua proposta mi sembra squilibrata nel senso opposto : il troppo Stato potrebbe condurre ad altre anomalie.