La necessità di nuove scelte

La necessità di nuove scelte

Ritengo che è giunto il momento in cui gli europei debbano scegliere: continuare a rimanere un grande mercato unico o diventare una federazione di Stati in grado di operare scelte politiche ed economiche unitarie. La crisi economica, a mio avviso, deriva da una mancata “gestione” del fenomeno della globalizzazione. Nel sistema economico attuale gli interventi tradizionali di politica economica dei singoli Stati vengono “spiazzati” dal sistema globale, ciò fa si che gli interventi diretti ad incrementare i consumi a causa della globalizzazione non producono gli effetti voluti sulla ripresa dell’economia nazionale. Ritengo che solo attraverso una politica economica europea unitaria diretta ad accrescere la competitività del sistema produttivo e ad implementare l’economica reale sarà possibile fronteggiare l’attuale crisi economica. La definizione di nuove forme di intervento di politica economica a livello europeo, unitamente all’introduzione di nuove regole per l’accesso dei prodotti al mercato, potrebbe essere una strada utile per favorire la crescita del sistema economico. Non il ritorno al protezionismo ma l’introduzione di regole che obbligano tutti i produttori che intendono collocare i propri beni e servizi nel mercato europeo a rispettare, nel ciclo di produzione, determinati standard di qualità ambientale e sociale (costo del lavoro, sicurezza sul lavoro, immissione di sostanze inquinanti ecc.).


Ritengo che diventare una federazione di Stati in grado di operare scelte politiche ed economiche unitarie, sia l'unica soluzione possibile per il futuro.
Uscire dalla crisi, la ripresa del mercato, arginare la recessione, tutto sarà possibile a fronte di scelte politico - economiche comunitarie che non pregiudichino l'identità storico - plotico - economica dei singoli Stati Membri.
L'Europa dovrà tracciare linee guida generali che regolino il funzionamento interno della "Federazione" e soprattutto che proteggano gli Stati membri da "attacchi" provenienti dall'esteno, da altri Paesi, da altre realtà socio - politico -culturali.

Un bel segno sarebbe riprendere i lavori della Commissione Lando-Beale in tema di diritto europeo dei contratti. Bisognerebbe accellerare l'acquis communitaire in quella direzione.

Quello che io propongo è una sorta di "protezionismo sociale" in grado di garantire standard di qualità sociale nell'utilizzo del lavoro, standard di qualità ambientale nel ciclo di produzione dei prodotti che vengono prodotti e soprattutto che accedono al mercato europeo. Affinchè questo avvenga è necessario consolidare l'Unione Europeo attraverso la costituzione di una federazione di Stati in grado di compiere scelte politiche unitarie.

Sono d'accordissimo sul principio esposto da Loredana.

Tuttavia questo si puo' raggiungere anche con l'Europa attuale : basta che ci sia la volontà politica di farlo e allora i capi di Stato e i Ministri, quando si riuniscono, potranno sempre decidere delle norme comuni in questo e quel settore che ogni Stato applicherà in seguito.

Cio' detto, anch'io auspico un'Europa più federale, ma non so' quando essa sarà possibile.

Forse, per accelerare i tempi, gli Stati Europei dovrebbero decidere di fare due Europe :

- una -più politica- nella quale si ritroverebbero i paesi che vogliono perseguire questo progetto : resterà soltanto da definire il tipo (confederale o federale)
-una - più economica- con l'insieme degli Stati membri.

Tuttavia le due entità dovrebbero essere totalmente distinte l'una dall'altra e totalmente autonome (pur collaborando tra di loro ma senza interferenze) e gli stati che vorranno raggiungere la prima entità (poiltica) dovranno accettare l'unione tale e quale sarà al momento della loro integrazione, senza discussioni da quattro soldi.

Solo cosi', credo, l'Europa potrà veramente avanzare verso l'ideale dei suoi inizi, che tanti di noi hanno condiviso e condividono ancora

Vista la crisi in atto credo che l'Europa (economica) unita come lo è oggi possa sopportare tale impatto e spingere per una nuova crescita più "materiale" che finanziaria. Non so se gli stati membri singolarmente sarebbero stati in grado di sopportare tale impatto.
Non è ancora detto che tutti gli stati membri ne escano senza serie ripercusioni. Molte sono le proteste dei cittadini nei singoli stati e i governi in bilico.
Possiamo continuare a restare divisi sulle politiche economiche dei singoli stati o concertarle in una sola politica economica Europea.
Sappiamo che ai nostri governanti interessano molto le scelte di politica economica tanto da essere le sole che abbiano una certa urgenza nell'essere trattate e su cui molto spesso si trovano accordi.
A questo punto possiamo chiedere di parlare con una sola voce quando si tratta di temi economici, con una sola banca centrale, con una sola normativa in tema di tassazione (interna o esterna).
Dopotutto qualche passo in avanti lo abbiamo già fatto con la moneta unica, con la libera circolazione delle persone e delle merci.
Non è necessario puntare a grandi ideali, ci vorrebbe più tempo e persone lungimiranti. Cerchiamo di ottenere dai nostri governanti piccoli passi sopratutto in queste situazioni in cui l'immobilismo a cui assistiamo delle istituzioni europee non può più restare tale.

s.